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Taglio aliquota IRPEF secondo scaglione reddito: le coperture
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L’Esecutivo aveva prima ipotizzato di inserire questa misura nella Legge di Bilancio 2025, non riuscendo però a raggiungere l’obiettivo per mancanza di coperture. Nella conferenza stampa di inizio anno la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, era tornata sull’argomento definendo la misura una priorità.

Le possibili modifiche

L’obiettivo è quello di ridurre dal 35 al 33% l’aliquota fiscale sui redditi tra 28mila e 50mila euro (ossia quei redditi che ricadono nel secondo scaglione IRPEF) e di estendere la platea, probabilmente fino a 60mila euro. In tutto, questa modifica costerebbe 4 miliardi: 2,5 per il taglio dell’aliquota e un altro miliardo e mezzo per l’allargamento della platea. QuotidianoNazionale

Come reperire le risorse

a possibilità di utilizzare le somme che derivano dal recupero dell’evasione per il momento è più che altro teorica. Nel 2024 sono entrati 32,7 miliardi, ovvero 1 miliardo e 700 milioni di euro in più rispetto ai 31 miliardi del 2023. Ma non sono risorse facilmente utilizzabili per una misura strutturale, almeno fino a quando non saranno disponibili stime precise sulla composizione di questo gettito extra. Se si tratta di un recupero strutturale dell’evasione, le somme sono più facilmente spendibili, mentre se il gettito deriva da misure straordinarie, ad esempio dalle rottamazione, il discorso è diverso. Un’altra strada percorribile è quella di utilizzare il maggior gettito che deriva dal Concordato Preventivo Biennale. La misura in sè non è riuscita a dare i risultati sperati ma, come anticipato sopra, ancora non si conoscono le cifre relative alla mini-sanatoria che è stata introdotta in corsa e che consente alle Partite IVA che hanno utilizzato il CPB di effettuare un ravvedimento speciale sulle annualità ancora sanabili. La sanatoria prevede il pagamento di un’imposta sostituiva sul maggior reddito emerso che varia dal 10 al 12 a 15% a seconda dell’affidabilità fiscale. Con un minimo di mille euro per ciascuna annualità. Quando ci saranno stime precise sulle adesioni e sul gettito prodotto, sarà più semplice fare i calcoli. Così come saranno rilevanti le stime sull’impatto delle diverse misura di compliance introdotte dalla riforma fiscale che hanno l’obiettivo di recuperare strutturalmente l’evasione fiscale attraverso un rapporto più collaborativo con il contribuente. In ultima analisi, al momento la posizione ufficiale del ministero dell’Economia resta all’insegna della massima prudenza, pur con la consapevolezza che la riforma fiscale andrebbe completata entro la prossima estate.

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